Michele Marasco
Non è facile per me scrivere del Maestro Klemm adesso che la sua scomparsa ha creato un vuoto enorme per me e per tutti i suoi allievi, la cosa che mi dà sollievo è tutta l’energia, l’amore immenso per la musica, la signorilità che ha lasciato a tutti noi come messaggio ed esempio indimenticabile, fonte di energia inesauribile nella pratica musicale, nello studio, nell’insegnamento. Ricordo quasi ogni giorno le sue lezioni sulla musica del ‘700 e su Mozart in particolare, ricordo a me stesso e ai miei allievi il suo insegnamento riguardo all’importanza della chiarezza delle idee nell’impostare le esecuzioni, alla necessità d’un rapporto costruttivo tra fisicità individuale e approccio strumentale, alla centralità della frequentazione e dell’approfondimento della musica da camera. Ma ricordo anche sempre e comunque la sua generosità, il suo affetto, il suo buonumore, la sua gentilezza d’animo. E’ stato al centro della vita musicale a Roma e in Italia, così come in Svizzera e in particolare al Conservatorio di Winterthur dove io stesso ho studiato al pari di molti altri suoi allievi; importanti compositori gli hanno dedicato le proprie opere, era amico e frequentava molti tra i maggiori direttori d’orchestra del suo tempo, ha formato un numero impressionante di allievi che oggi occupano posizioni prestigiose nei conservatori, nelle orchestre e negli ensemble di mezza Europa. Questo era Conrad Klemm, non lo dimenticheremo mai e gli dedicheremo quotidianamente il nostro lavoro, le nostre iniziative, il nostro pensiero. Michele Marasco
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È mio desiderio coinvolgere coloro che possono rappresentare Conrad Klemm attraverso racconti di esperienze vissute insieme a lui, siano esse professionali, di vita, affetti e condivisione di amicizie.
Sarà mia personale premura accogliere il racconto di chi lo ha incontrato, conosciuto e apprezzato.
Serena Klemm-Bussola