Giuseppe Pelura

Gli opposti si incontravano: potenza e sensibilità, intuizione e razionalità.
La prima volta che Conrad Klemm mi fece lezione mi mise una mano sulla spalla e (allora mi sembrò impossibile) la metà dei miei problemi erano risolti!
Non era magia né suggestione, sapeva perfettamente cosa stava facendo. Era comunque difficile fare lezione con lui e capire cosa volesse. Non voleva niente, o meglio, voleva che non facessimo niente.
Lui ti si metteva accanto e ti trasmetteva l’essenza del gesto, il significato profondo del “vivere” la musica.
Bastava rendersi trasparenti e lasciarsi trasportare, la sua energia era travolgente, non bisognava cercare di capire né di memorizzare attivamente, perché ogni conoscenza diventava un preconcetto, un ostacolo.
Una lezione era per lui una performance, sembrava di suonarci insieme, come quando ti capita di suonare con un grande, e capisci tutto quello che devi fare, senza dover dire: ‘accelera’, ‘rallenta’, ‘forte’, ‘piano’, ecc.
Conrad Klemm prendeva le tue energie e te le restituiva moltiplicate e corrette.
Mi sembra incredibile, ma ho ancora l’impressione di averlo accanto mentre suono, spero di esserne degno…
Giuseppe Pelura

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È mio desiderio coinvolgere coloro che possono rappresentare Conrad Klemm attraverso racconti di esperienze vissute insieme a lui, siano esse professionali, di vita, affetti e condivisione di amicizie.
Sarà mia personale premura accogliere il racconto di chi lo ha incontrato, conosciuto e apprezzato.

Serena Klemm-Bussola